Oggi parleremo di come una buona compagnia di hosting possa migliorare notevolmente la velocità di un sito fatto con WordPress e di come questa può incidere indirettamente al posizionamento su Google del nostro sito web.
Chi fa SEO sa che abbiamo tantissime cose di cui preoccuparsi. Come ad esempio la creazione di backlinks, creazione di contenuti, sitemaps e file robots.txt, ottimizzazione on-page etc…
Non dimentichiamoci anche dei nuovi fattori quali ricerca vocale, featured snippets e mobile-first indexing.
Un fattore alquanto importante ma che viene spesso trascurato è la velocità del proprio sito web. Con velocità intendo il tempo di caricamento medio di una singola pagina.
Google nel 2011, ha affermato che la velocità sarebbe diventata un fattore di ranking e che quindi avrebbe iniziato a posizionare meglio quei siti che hanno una buona struttura html, on-page SEO fatto bene e una buona velocità di caricamento.
Ovviamente non è che se un sito ci mette mezzo secondo a caricarsi e un altro 1/10 di un secondo la seconda superi la prima. Questo fattore infatti è considerato solo per i siti lenti.
Quindi se il tuo sito è lento e ci mette parecchio a caricarsi; a parità di contenuti, backlinks e on-page SEO un sito della concorrenza ti supererà nei SERP se il suo sito è più veloce del tuo.
Ci stanno diversi metodi per misurare il tempo di caricamento di una pagina Web. I Più famosi sono senza dubbio GTMetrix e Google Pagespeed Insight. Entrambi gratuiti da usare.
Una buona compagnia hosting può senza dubbio migliorare tantissimo la velocità del proprio sito WordPress, ma potrebbe anche non bastare.
Quali trucchi utilizzare per velocizzare il tuo sito
Prima di parlare di come un hosting influenzi la velocità di un sito e della sua importanza, vi voglio svelare alcuni trucchetti che potete utilizzare per velocizzare il vostro sito fatto con WordPress.
Ho scelto WordPress perchè è il CMS più usati da tutti, ma le tecniche sottoelencate possono benissimo essere applicati anche ad altri CMS o anche a siti web custom.
1. Minificare Le Risorse
Quando si tratta di generare una pagina o di eseguire uno script, i browser Web non sono interessati alla leggibilità del codice. Il processo di minificazione rimuove da un file di codice, quindi un file html, css e/o javascript tutti i dati che non sono necessari per l’esecuzione di essa.
A differenza delle tecniche di compressione tradizionali, i file minificati non devono essere decompressati prima di poter essere letti, modificati o eseguiti.
L’operazione di minificazione viene eseguita dopo la scrittura del codice per un’applicazione Web, ma prima che l’applicazione venga distribuita. Quando un utente richiede una pagina Web, viene inviata la versione minificata anziché la versione completa, con conseguente tempi di risposta più rapidi e minori costi di larghezza di banda. La minificazione viene utilizzata in siti Web che vanno da piccoli blog personali a servizi multi-milioni di utenti.
Se non sapete quale plugin utilizzare per la minificazione delle risorse vi consiglio Autoptimize.
2. Caricare Le Risorse Render-Blocking In Modo Asincrono
Questa è una tecnica più avanzata e richiede una certa conoscenza di css e javascript.
Prima di spiegare come fare a risolvere questo problema cerchiamo di capire cos’è.
Le risorse render-blocking sono quei file css e javascript situati nell’header di un file html che vengono caricate prima di iniziare la visualizzazione della pagina web su un browser.
Esempio: Mettiamo che abbiamo un file html con una risorsa chiamata style.css e una main.js situati nell’header del nostro sito WordPress.
Quando un utente digiterà sul browser l’indirizzo del nostro sito web e premerà invia, il browser prima di tutto cercherà di caricare i file style.css e main.js e solamente dopo aver completamente caricato questi file che inizierà la visualizzazione della tua pagina web sul loro browser.
Come potete capire questo può risultare in tempi di caricamenti veramente lunghi, sopratutto se si hanno tantissimi file esterni da dover scaricare.
Un metodo molto efficace per evitare questo problema è quello di caricare le risorse in modo asincrono se si tratta di javascript. Per fare ciò è possibile aggiungere lattributo async al nostro script. Se non avete una conoscenza elevata di Javascript vi consiglio il plugin Async Javascript, che fra l’altro è compatibile con Autoptimize.
Per quanto riguarda i file CSS invece abbiamo tre opzioni principalmente:
- Unire tutto il CSS nel codice html invece che richiamare una risorsa esterna. Questa tecnica è detta anche inline CSS e può essere una buona tecnica solamente se avete pochissimo css nel vostro sito e non volete srufftare il caching. (Non consigliato)
- Utilizzare il critical CSS , ovvero di caricare durante il primo caricamento solamente quel CSS strettamente necessario per farsi che la pagina appaia nel modo corretto e solo dopo il caricamento della pagina web di caricare il css rimanente. (Consigliato)
- Caricare tutto il CSS dopo il caricamento di una pagina web con la tecnica defer di javascript. (Non consigliato)
3. Critical CSS
Come abbiamo accennato prima il critical CSS ci permetterà di caricare prima le risorse CSS importanti mettendole inline sul codice html e solamente dopo il caricamento completo della pagina web di caricare il rimanente chiamando il file css esterno.
Questa è una tenica avanzata ma che vi permetterà di ottenere il fatidico 100/100 su Google PageSpeed Insight.
4. Caching
Il caching è una tecnica che potrebbe aumentare notevolmente i tempi di caricamenti del vostro sito web.
Questa tecnica consiste nel caricare sul database una copia della pagine del tuo sito WordPress in puro html invece che in php e fornire queste quando un utente richiederà il vostro sito web. Il che ovviamente risulterà in tempi di caricamenti molto più veloce.
Per il caching vi consiglio il plugin WP Super Cache o W3 Total Cache.
Altre tecniche da tenere in considerazione
Ci sono ovviamente tantissime altre ottimizzazioni che potete fare per migliorare i tempi di caricamento del vostro sito web, come ad esempio: l’utilizzo di un CDN (Content Delivery Network), l’utilizzo del browser caching, diminuire le richieste HTTP, compressione G-Zip etc.
L’importanza di un hosting per la velocità di un sito web
Finora abbiamo parlato di tecniche che possiamo in un certo modo “controllare” facendo ottimizzazioni qua e la. Ora vediamo invece come fa un hosting ad incidere sulla velocità di caricamento di un sito web:
1. Il TTFB (Time To First Byte)
Il TTFB è un valore che molto sostengono sia addirittura più importante del tempo di caricamento di media di una pagina web.
Ma cos’è esattamente il TTFB?
Il Time To First Byte è il tempo necessario affinchè un utente che richiede la vostra pagina web riceve la prima risposta dal vostro hosting.
Possiamo considerare quindi il TTFB come la latenza.
Questo parametro dipende principalmente dal nostro hosting (ammesso che abbiamo fatto tutte le ottimizzazioni necessarie) ed è molto importante perchè ci sono alcune compagnie hosting che hanno tempi TTFB lunghissimi, il che può essere terribile per il vostro sito web in quanto durante l’attesa del TTFB tutto quello che vedranno gli utenti sarà una pagina web bianca senza niente.
2. Posizione Database
Molto importante è anche la posizione del database del vostro hosting. Non ha molto senso prendere un hosting con database in America se il vostro target è europeo.
Cercata di rimanere nello stesso continente quando scegliete il database per diminuire il più possibile TTFB.
3. Ottimizzazioni Offerte dall’Hosting
Molti hosting managed ti configureranno automaticamente WordPress per migliorare il più possibile la velocità del proprio sito.
Stiamo parlando di tecniche come compressione G-zip automaticamente attivata, caching statico, dinamico e memcached attivabile con un click, ottimizzazioni .htaccess già fatte e tanto altro.
Ma quali sono questi hosting? Puoi dare un’occhiata all’articolo in cui spiego quale sia il miglior hosting WordPress a mio parere.
4. Caching Server-Sided Avanzato
Il caching ormai è offerto da quasi tutte le compagnie hosting, ma solo alcune utilizzano caching avanzati che fanno davvero una differenza notevole. Assicuratevi che la compagnia hosting abbia un caching di qualità prima di acquistare un loro servizio in quanto può fare la differenza fra giorno e notte per la velocità del vostro sito WordPress.
5. Uptime
Questo anche se messa come ultima è uno dei fattori più importanti per il posizionamento SEO del vostro sito web. Se la compagnia hosting dove si trova il vostro sito web va perennemente in downtime, ovvero in manutenzione o temporaneamente non accessibile, Google eventualmente inizierà a deposizionare il vostro sito nelle SERP.
In quanto il robot di Google vedrà il vostro sito web instabile e darà la precedenza ad uno più stabile e veloce.
Conclusione
Con questo è tutto, ricordatevi sempre di fare prima tutte le ottimizzazioni necessarie prima di considerare di cambiare hosting. Molte delle volte un sito WordPress è lento per colpa di un tema ottimizzato male o di qualche plugin che va in conflitto.
Una volta applicato tutte le ottimizzazioni necessarie, notate ancora che il vostro sito web è instabile, che va in crash e che è lento, allora considerate l’idea di cambiare hosting.


1 commento su “Hosting e SEO: L’importanza della velocità di un sito WordPress”
Questo significa che la velocita di caricamento e un fattore di posizionamento per Google. In parole povere se hai un sito pesante con dei tempi di caricamento piu bassi rispetto al sito di un tuo concorrente apparira in posizione migliore nei risultati della ricerca su cui siete in competizione.